Amini Icons
Manlio Rho

La scelta di realizzare dei tappeti riprendendo le forme pure e la particolare tavolozza cromatica di Manlio Rho è un’ulteriore affermazione dell’efficace ricerca che Amini conduce nel mondo dell’arte alla riscoperta e alla valorizzazione di grandi talenti. Gli esiti pittorici conseguiti dal maestro comense infatti circoscrivono a un ambito locale, poiché spesso si preferiscono autori anche storicizzati portati alla notorietà dalle mode del mercato e non dal loro rilievo artistico.

Ferid Amini ha dato voce, e spazio, al grande – e semi conosciuto – designer. La valenza assolutamente internazionale dell’astrattismo di Rho è indubbia perché, pur muovendosi nella medesima direzione degli artisti contemporanei del Bauhaus tedesco e del neo-plasticismo dell’olandese Mondrian sui quali era aggiornatissimo, ha sempre saputo evitare i raggelamenti più geometrici in cui l’astrazione pura può incappare, grazie al grande senso del colore e all’armonia delle forme. La soddisfazione più grande per Amini è quella di essere riuscita a restituire tutta la tavolozza di Rho, il tepore dei colori – che sono poi quelli della natura lombarda. Un’operazione che non sarebbe stato possibile realizzare senza la fondamentale collaborazione degli eredi del grande artista.

 

 

Leggerezza astratta e struttura grafica enfatizzati da intersezioni di figure poligonali e una vibrante armonia cromatica.

About Manlio Rho

Inizia a dipingere nel 1918 occupandosi anche di cartellonistica e grafica. Fra il 1933 e il ‘34, abbandonando le iniziali tendenze novecentiste, si accosta all’astrattismo e nel 1935 partecipa insieme a Radice a una mostra della galleria del Milione a Milano. Nel 1936 organizza a Como con Radice e Sartoris la mostra di Pittura Moderna Italiana. Nel 1938 aderisce al gruppo Valori Primordiali e nel ‘40 firma il Manifesto del Gruppo Primordiale Futuristi Sant’Elia insieme alla Badiali, Cattaneo, Licini, Lingeri, Nizzoli, Prampolini, Radice e Sartoris. Amò la sua terra, dove nacque e visse sempre, ma fu anche perfettamente al corrente e sensibile ai nuovi fermenti artistici che gli provenivano dall’estero. In effetti importanti stimoli seppe trarre dall’esempio del Bauhaus di Weimar e di Dessau, ma anche dal neo-plasticismo di Mondrian del quale condivise più che le sovrastrutture etico-teosofiche, il concetto di fare arte attraverso puri rapporti di forme e di colori.

THE PROJECT
Composizione 57 10
Composizione 57 12
Composizione 74