Limited Editions

Antonio Marras Limited Edition

Una nuova via si aggiunge alle già infinite che nei millenni sono state tracciate a unire terre, storie e culture dell’Europa e del vicino Oriente. A disegnare letteralmente quest’ultima sono Antonio Marras e Amini, congiungendo due geografie uniche: la Sardegna e l’Afghanistan. Per farlo hanno messo a frutto ciò che hanno di più caro e meglio conoscono: le tradizioni, i colori, i saperi delle loro terre.

Le pagine di questo atlante sono gli 11 tappeti/arazzi che Antonio Marras ha realizzato intervenendo in assoluta libertà su altrettanti kilim tradizionali afghani in lana ritorta a mano, fatti tessere da Amini. Solo i tre colori base – nero, bordeaux, ecrù – sono stati concordati. Su questi kilim Marras ha lavorato come se fossero delle tele; ma, invece di dipingerle, vi ha appoggiato dei frammenti, «delle idee» le definisce, che poi delle abilissime ricamatrici di Bitti, un borgo della Barbagia, hanno fissato a mano, punto per punto. I “frammenti” che lo stilista ha impiegato sono, racconta egli stesso, «gli interni delle giacche, le fodere: le tele che rivestono e rinforzano le strutture dei miei abiti. Ho lavorato con il dentro, con i pezzi di risulta, con quanto di solito è destinato a essere buttato, annullato, e che invece ho ripreso e rimesso a posto, rimodellato, riassestato». Sono nati così incastri di elementi in apparenza assolutamente distanti, in una sorta di dicotomia nel procedere perché nel gioco di fare dialogare contesti almeno in apparenza distanti Marras ha utilizzato anche elementi preziosi, pescati nelle scatole del suo archivio, da cui attinge per interventi unici nelle sue creazioni di moda. «Le mie storie sono sempre storie che partono da storie intime» spiega. Tornano alla memoria le parole dell’artista sarda Maria Lai, ispiratrice della ricerca di Marras: «Bisogna fermarsi e sentire la voce delle cose perché le cose avrebbero parlato». Tappeti/arazzi narranti questi dello stilista. Basta mettersi in ascolto. «Alla fine, magicamente, tutto ha preso una nuova forma in una sorta di equilibrio. Credo che questi tappeti possano, guardandoli, raccontare delle storie. Portare per mano in un altro dove. In un’altra dimensione. Forse lungo un cammino. O in un bosco, a una spiaggia. Su questi tappeti puoi leggere le storie che forse hai dentro e non sei riuscito a tirare fuori e, vedendole riflesse, le ritrovi».

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“Mi piace che il tappeto possa essere tramandato, che passi di casa in casa. Mi piace toccarlo e immaginare chi lo ha toccato prima, chi lo ha amato, posseduto.”

Marras, Barrosa, detail

About Antonio Marras

Antonio Marras nasce ad Alghero, dove vive e lavora. Nel 1987 disegna la sua prima collezione. Nel 1991 viene selezionato per sfilare durante l’Alta Moda a Roma. L’anno dopo a Parigi presenta la collezione Le nuvole. Fin dalle prime esperienze nella moda Marras si distingue per le sue sperimentazioni, per la sua capacità di “sentire” le realtà differenti intorno a lui, le commistioni con l’arte, con la musica, con la danza, con il teatro, con il cinema: la moda, per lui, è il legame con gli altri linguaggi, un nuovo alfabeto che può comunicare con gli altri. Marras attraversa tutte le declinazioni della cultura visiva, dalle decorazioni ai dettagli provenienti da epoche e mondi apparentemente inconciliabili. Le sue icone sono figure anarchiche e irregolari, impossibili da classificare.

THE PROJECT
Astasia
Barrosa
Britannia
Concordia
Gorroppiu
Lliua
Niedda
Orlando
Paskadevada
Quata
Sagreta